|
Il BOXER ... cane da difesa
ed utilità
(... frammenti di addestramento ... by
Bruno)
I nostri BOXER per
intraprendere la carriera espositiva devono essere sottoposti anche a prova di
lavoro. Non deve essere questo a motivare la scelta di frequentare un campo di
addestramento ma capire che è necessario, per vivere in armonia, stabilire un rapporto di complice
intesa con il proprio BOXER.
Tutto inizia prima possibile. Si impara a giocare con il proprio amico ed a
stimolare i suoi istinti, instaurando contemporaneamente, un rapporto di fiducia tra cane ed uomo, rapporto
indispensabile per ottenere un BOXER equilibrato, dalle reazioni prevedibili,
docile e ben educato.
Pallina o salamotto, tutto va bene per giocare, il cucciolo realizza l'istinto
predatorio nel rincorrere la pallina od afferrare il salamotto (preda), fino al
momento in cui riesce a prenderlo. Finalmente raggiunta la sua preda, è
fiero di ciò che ha fatto, se ne sta lì tutto contento e pieno di sé. Noi con
atteggiamento furtivo cerchiamo di impossessarci della sua preda, facendo
scattare in questo modo
la possessività. Il cucciolo reagisce, combatte, non vuole mollare
ciò che tanto faticosamente ha conquistato, facciamolo vincere, acquisterà
fiducia nelle proprie capacità. A poco a poco sarà lui stesso che, dopo aver
conquistato la preda ed assaporato attimi di gloria, verrà a riproporcela per
combattere, misurarsi, cedere, ringhiare ... insomma in una parola, giocare con
noi.
Ora inizia l'obbedienza, sfruttando la voglia del cucciolo di giocare con la
preda, sottraendola, si cattura la sua attenzione e si induce all'esecuzione di
elementari esercizi. Primo fra tutti indurre il cucciolo a seguirci al nostro
fianco per brevi tratti, guardandoci, in attenzione, pronto ad afferrare la
preda che gli facciamo vedere e desiderare fino a fargliela conquistare.
Sfruttando l'appetito del cucciolo prima del pasto si conduce in un prato,
necessariamente non frequentato, accertandoci che lui veda si lasciano cadere a
terra alcuni bocconi di cibo che saranno prontamente ed avidamente "fagocitati"
dal cucciolo affamato. Abbiamo attirato la sua attenzione. Ora calpestiamo per
bene una piccola porzione di prato, facciamo una piazzola dove depositiamo
alcuni bocconi di cibo, non appena al nostro amico sarà possibile entrare nella
piazzola, cercherà i bocconi per mangiarli. Si è comportato bene consumando il
suo pasto nella piazzola. Ha iniziato a capire che se cerca trova del cibo, una base per fare la pista in futuro.
Abbiamo creato i presupposti per catalizzare l'attenzione del nostro BOXER, fare in maniera
che si fidi di noi, imparare a sfruttare le doti naturali e gli istinti
primordiali che saranno utili per ottenere buoni risultati dopo un addestramento
mirato al raggiungimento dell'obbiettivo.
Appare evidente che per ottenere dei risultati positivi bisogna affidarsi a
seri, onesti e qualificati addestratori, profondi conoscitori del loro mestiere,
che ci guidino nell'apprendimento e nella conoscenza della psicologia del nostro
amico, in quanto è estremamente facile incorrere in errori, alcune volte
irreparabili, che condizioneranno l'intera vita del nostro BOXER.
Non abbiate timori infondati, un BOXER che impara a mordere la manica non diventa
pericoloso ed aggressivo. E' l'atteggiamento assunto dal figurante che provoca
e bilancia le reazioni del cane.
Saremo noi con i nostri comandi a controllare il cane e far si che reagisca
energicamente o meno. Appena il figurante
abbandona la manica e con essa il ruolo di "malintenzionato", il nostro
BOXER sarà felice di giocare con lui ... provare per credere.
Non addestrare il proprio amico è un errore macroscopico da evitare
assolutamente. Equivale al non mandare i propri figli a scuola per imparare come
comportarsi, assimilare nozioni utili a sapersi destreggiare nel continuo
confronto nella società ed imparare a svolgere un lavoro che li rendano
indipendenti ed utili per la comunità in cui vivono.
|