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1) Dal Sito
dell'E.N.C.I. |
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Di seguito il testo integrale del comunicato apparso sul sito
dell'ENCI ...
COMUNICATO
Legislazione tedesca sul taglio delle orecchie e della coda
L'Ente Nazionale della Cinofilia Tedesca (VDH) ci chiede di
trasmettere i futuri regolamenti tedeschi riguardanti il taglio della coda e
delle orecchie e le esposizioni canine.
Secondo il nuovo decreto relativo alla protezione dei cani, entrerà in vigore, a
partire dal I Maggio 2002, un divieto d'esposizione per i cani menzionati qui di
seguito, provenienti dalla Germania e dall'estero:
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cani le cui orecchie sono state tagliate dopo il 01.01.1987;
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cani la cui coda è stata tagliata dopo il 01.06.1998 (ad
eccezione dei cani da caccia conformemente alla nuova regolamentazione sulla
protezione degli animali);
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il divieto d'esposizione non si applica a queste eccezioni
qualora ci sia un'indicazione medica. All'atto della registrazione deve essere
allegato il corrispondente certificato.
... meditate gente, meditate!!!
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2) OSSERVAZIONI SUL
DIVIETO DI CAUDECTOMIA |
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In riferimento alla richiesta, inoltrata da
alcuni Clubs di razza alla F.C.I., di ratifica della variazione di
Standard delle razze in questione in merito alla caudectomia
(amputazione della coda) e dalla descrizione delle caratteristiche
morfologiche dell'appendice caudale, si ritiene doveroso e opportuno
evidenziare le seguenti considerazioni:
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La presentazione del divieto di taglio della
coda come facente parte di una Convenzione per la tutela del
benessere animale (animal-walfare) e dei diritti degli animali è
da considerarsi scientificamente errata, in quanto gli
interventi di caudectomia e di conchectomia (rimodellamento del
padiglione auricolare) non possono essere considerati in alcun
modo invasivi, non presentano, soprattutto la caudectomia,
dolorabilità apprezzabile nell'animale, garantiscono al
contrario, la qualità della vita (benessere) nel cane adulto per
molte razze canine con funzioni venatorie, pastorali, d'utilità
(difesa e compagnia).
È infatti noto come in queste razze, se non caudectomizzate, la
necessità d'interventi chirurgici e medicazioni frequentemente
ripetute e dolorose sono spesso un'inevitabile necessità nel
cane adulto che presenta traumi caudali, tali interventi
medicamentosi, in tutti i casi, finiscono per provocare
irritazioni e disagi per il cane che, per lenire il dolore,
peggiorerà la situazione. Spesso si rende necessario un
intervento chirurgico per l'amputazione della coda con esiti
spesso dubbi e comunque fortemente invalidanti, a livello
comportamentale e deambulatorio, per il cane stesso.
L'amputazione della coda in un cucciolo, se eseguita con il
sussidio e delle moderne tecniche chirurgiche, non comporta
conseguenze di sorta e nessun particolare disagio per l'animale,
mentre lo stesso intervento nell'adulto risulta improponibile ed
è sempre estremamente invasivo a livello psico-fisico per il
cane.
Queste situazioni comportano non solo dei problemi d'ordine
sanitario, ma anche zootecnico: il divieto del rilascio del
certificato d'origine (pedigree) ai cani caudectomizzati e la
non ammissione degli stessi alla riproduzione comporta la
rinuncia all'impiego di riproduttori altrimenti particolarmente
utili in allevamento sia per caratteristiche
morfo-comportamentali sia per la lotta alle patologie ereditarie
sia nel quadro della lotta alla consanguineità. Tale "presa di
posizione" non solo si dimostrerebbe gravemente errata, ma si
porrebbe in netta antitesi con tutti i programmi sanitari e
zootecnici per la salute, l'igiene, il reale benessere delle
razze canine contenuti nella Convenzione stessa. Chiunque abbia
pratica d'allevamento e selezione del cane non avrà difficoltà
nel comprendere e condividere questi concetti.
Considerato quanto esposto, dunque, appare chiaro come gli
interventi di caudectomia e conchectomia non siano assolutamente
in contrasto con i principi del benessere animale, come tali
interventi tutelino la qualità della vita futura dell'animale e
non comportino nessun tipo di violenza nei confronti del cane,
come, invece, l'inserimento del divieto in oggetto in una legge
per la "Tutela del benessere e dei diritti degli animali" sia
scientificamente errato ed inaccettabile.
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Il divieto della caudectomia comporterebbe
una progressiva ed inarrestabile disaffezione da parte dell'uomo
per le razze sottoposte a tale divieto e per motivi
funzional-sanitari (forte limitazione della funzione-continue
spese veterinarie a causa dei traumi caudali per le razze da
caccia che sono chiamate a prestare il loro ausilio nel fitto
della vegetazione alla ricerca del selvatico e per le razze da
difesa, utilità, compagnia che oggi vivono inserite nella
nicchia sociale umana, nelle abitazioni a stretto contatto con
l'uomo, condizione questa che ha come conseguenza frequenti
ulcerazioni, ferite, fratture d'origine traumatica) e per motivi
estetici (assuefazione e difficoltà di conversione dei recettori
estetici nell'essere umano). Disaffezione che causerebbe un
netto rallentamento nell'allevamento ed un marcato
depauperamento quantitativo e qualitativo delle razze in
questione con inevitabile ed incalcolabile danno zootecnico che
non può non destare serie preoccupazioni negli Enti Cinofili
Nazionali tutti, Kennel Clubs e nella stessa FCI. Danno
Zootecnico che decreterebbe l'estinzione di razze oggi allevate
con successo. In alcuni paesi le razze che hanno cominciato ad
osservare questo divieto (da legge Nazionale) presentano un calo
d'iscrizioni che rasenta il suicidio zootecnico.
È ora quindi assolutamente doveroso e necessario assumere, per
evitare un suicidio zootecnico ed uno scempio culturale",
assumere il dovere biologico e zootecnico della tutela di razza
e di specie domestica (biodiversità) ancor prima di quello
spesso, immotivato ed emozionale, di tutela dell'individuo.
-
È di fondamentale importanza considerare che
nel 1987 una Convenzione del Consiglio d'Europa dava delle
indicazioni riguardo il non intervento sulla pendice caudale del
cane.
Il Consiglio d'Europa è organo Istituzionale con competenze e
funzioni limitate in confronto alla Commissione Europea
(Parlamento Europeo) della quale svolge attività a latere,
infatti la convenzione concernente la caudectomia non contiene
dictat o imposizione bensì è un'indicazione.
Per i Paesi Europei, hai quali è riservata libera scelta, con i
rispettivi Parlamenti Nazionali, di recepire o non recepire tale
convenzione. Questo è l'iter prevista da diritto internazionale.
A dimostrazione della veridicità di quanto esposto è la pratica
di caudectomia ancora in uso in numerosissimi Paesi Europei. Il
recepimento della Convenzione sostanzialmente dipende
dall'orientamento politico del Governo e del Parlamento d'ogni
singola Nazione e quindi alcuni Paesi hanno recepito detta
Convenzione, altri, forse in futuro, la recepiranno, altre
ancora non accoglieranno mai la convenzione.
L'intervento di caudectomia, infatti, rientra nella competenza
del proprietario del cane, la scelta riguardo all'intervento in
oggetto nel libero arbitrio dello stesso soggetto umano e la
potestà d'azione spetta per legge al cittadino umano, il quale
per i più vari motivi provvederà o meno a sottoporre
all'intervento di caudectomia il cane, in assenza di legge
Nazionale che preveda il divieto di intervenire sull'appendice
caudale nel cane, tale potere decisionale è conferito ad ogni
cittadino umano, proprietario di cani dal Parlamento Nazionale
che con leggi nazionali, ad esempio in Italia, prevede la
caudectomia come intervento assolutamente lecito. L'indirizzo
giuridico citato è comune alla maggior parte dei Paesi membri
della F.C.I..
La Federazione Cinologica Internazionale ha funzioni tecniche e
quindi nella sua competenza assolutamente rientrano la tutela,
la diffusione, il controllo zootecnico delle "razze canine
standardizzate" riconosciute dalla Federazione stessa. La F.C.I.
non può esercitare potestà giuridica, legislativa o normativa:
non ha dunque competenza legislativa. Configurandosi la F.C.I.
come Federazione Internazionale, con attività e competenza a
livello internazionale dunque, si rende necessario un
comportamento neutrale in merito alla caudectomia, in quanto
intervento lecito per le legislazioni della maggior parte degli
stati dell'U.E. e membri della F.C.I. che, in virtù della
Sovranità Nazionale dello Stato d'ogni Paese nelle sue
attribuzioni (ambito della potestà esercitabili), possiedono
assoluta autonomia decisionale.
Un comportamento della F.C.I. politicamente corretto in tal
senso ovvierebbe alle incomprensioni ai contrasti, alle
contraddizioni zootecniche che scaturiscono dall'estrema
disomogenità interpretativa in merito alla caudectomia. La
F.C.I. non effettuando drastiche variazioni di Standard in
merito alla caudectomia, accordando dunque pari dignità alla
coda amputata ed alla coda integra, rispetterà il duplice dovere
di tutela cinotecnica e d'osservanza delle Norme del diritto
internazionale. A tal proposito è di fondamentale importanza
evidenziare che il sopraccitato divieto del rilascio di pedigree
ai soggetti caudectomizzati e l'esclusione degli stessi dalla
riproduzione comporterebbe, dal punto di vista commerciale, una
grave violazione del Diritto Comunitario che vieta le
Distorsioni di Concorrenza, come da Normativa del Diritto
Internazionale.
Si ritiene auspicabile da parte della F.C.I. una presa di
posizione che preveda l'adozione di un comportamento
politicamente e zootecnicamente rispettoso dell'eguale diritto
di Sovranità Nazionale d'ogni Stato, in osservanza delle Norme
del Diritto Internazionale concernenti le distorsioni di
concorrenza. Da statistiche internazionali riguardanti tutte le
razze canine riconosciute si evince chiaramente come, rispetto
alle iscrizioni ai Libri Origine nei diversi Paesi, soltanto il
10% (stima arrotondata per eccesso) delle popolazioni razziali
viene zootecnicamente controllata (esposizioni, prove, raduni,
selezioni, indagini sanitari ecc.) Questa esigua percentuale
invece d'essere agevolata e quindi ampliata viene di fatto
penalizzata dal divieto di caudectomia, in qualche modo
ghettizzata e svalorizzata dalla variazione di Standard in
oggetto. Infatti unicamente in questa percentuale verrà
osservato il divieto erroneamente imposto dallo Standard, per
poter partecipare alle "attività cinofile-cinotecniche", nel
restante 90% non zootecnicamente controllato, dove risulta
fondamentale l'indice di gradimento dell'acquirente (uomo) del
prodotto zootecnico (cane) la caudectomia continuerà comunque in
tutti quei Paesi dove nessuna legge nazionale condivisibilmente
vieta tale intervento. Di conseguenza tutto l'allevamento sia a
livello Nazionale che Internazionale sarà estremamente
ostacolato dal contrasto zootecnico-commerciale tra soggetti con
coda integra zootecnicamente selezionati e soggetti
caudectomizzati non selezionati, ma di maggior valore
commerciale perché più ricercati dagli acquirenti.
Ancora una volta questo danno zootecnico e genetico senza
precedenti, unito alla violazione del Diritto Comunitario che
vieta le Distorsioni di Concorrenza, sarebbe facilmente
ovviabile con una variazione di Standard che rispettasse il
libero arbitrio di ogni Singola Nazione in materia, prevedendo
sia la caudectomia che la coda integra.
Inoltre il divieto di caudectomia si configura come Norma
parziale perché solo una minima percentuale della popolazione di
razza sarà chiamata ad adeguarsi, dunque mai tale divieto,
stante la sua estrema parzialità da aggiungersi agli altri
motivi di cui al punto 1), potrà considerarsi in favore della
tutela del benessere animale come preteso.
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Le indicazioni zootecniche, contenute nella
Convenzione Europea in oggetto, nell'indirizzo del benessere
animale e tutela a dell'animale stesso sono sintetizzabili nei
due punti riconducibili al divieto di caudectomia e alla
pianificazione di screening per la lotta alle diverse patologie
congenite e o ereditarie. I due punti ora esposti non sono
compatibili, non sono accomunabili in tal direzione: mentre le
indagini sanitarie nella selezione canina sono volte al
miglioramento igienico-sanitario (qualità della vita)
dell'animale cane, rappresentando quantomeno un tentativo di
indicazione statistica dell'andamento della patologia nella
popolazione razziale, quindi in direzione dei principi di tutela
di razza, di specie, d'individuo, altrettanto-di certo- non è
possibile affermare per quanto riguarda il divieto di
caudectomia che si configura come presa di posizione meramente
politica (transitoria) derivante da input politici e, quindi,
non osservante norme zootecniche e rigorosi criteri scientifici
( stabili).
Il divieto di caudectomia provocherebbe sconquassamenti
selettivi e zootecnici estremamente dannosi anche per la tutela
e salvaguardia delle razze canine arrecando notevolissimi danni
al pool genetico delle diverse popolazioni razziali canine in
questione, selezionate ed allevate da secoli con appendice
caudale amputata. Il divieto di caudectomia non apporta
miglioramento igienico-sanitario e zootecnico alcuno, tantomeno
è da intendersi come indicazione per un migliore benessere
animale.
Risulta, indi, opportuno non avallare e promuovere tale disastro
genetico e cinotecnico con l'alibi dello Standard e conseguenti
variazioni.
CONCLUSIONI
Considerati i punti 1), 2), 3), 4)
Ci sia consentito auspicare un intervento della F.C.I. che ponga
come "conditio sine quanonn" per la variazione di Standard di razza,
qualora venga inoltrata richiesta dal Club di Razza del Paese di
Origine la libera scelta di caudectomia o meno, nel rispetto delle
leggi Nazionali dei diversi Paesi.
Una variazione di Standard, quindi, che preveda sia la coda integra
che tradizionalmente amputata per la razza in questione. Nel caso in
cui fosse già stata apportata variazione di Standard che preveda il
divieto di caudectomia risulterà dunque doveroso ed opportuno,
mediante errata corrige, comprendere sia la coda caudectomizzata sia
la coda integra con pari dignità ed eguale considerazione senza
divieti, obblighi o penalizzazioni di nessun genere. Inoltre si
evidenzia la conseguente necessità di una chiara indicazione, da
parte della F.C.I., per tutti i Giudici Internazionali al fine di
accordare, in sede di giudizio, pari dignità sia ai soggetti
caudectomizzati che a quelli con coda integra, non penalizzando
quindi la scelta di intervento di caudectomia.
Confidando pienamente nella comprovata competenza, sensibilità e
responsabilità zootecnica della Federazione Cinologica
Internazionale, restando in attesa di un cenno di riscontro
s'inviano i più distinti saluti.
Dr. Tomaso Bosi
Dr. Claudio Pierantoni
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3) Circolare FCI 85/2002: Giudizio dei cani con orecchie e code amputate |
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Di seguito il testo integrale del comunicato
apparso sul sito dell'ENCI ...
Circolare F.C.I.
n. 85 del 16.12.2002 Giudizio dei cani con orecchie e code amputate
Nell'ambito della riunione del Comitato Generale
FCI svoltasi il 26/27-11-2002, quest'ultimo ha deciso di ricordare a
tutti i paesi membri e partner con contratto le decisioni seguenti:
La legge riguardante il taglio delle orecchie e della coda è diversa
nel mondo. Sono possibili tre alternative:
Paesi nei quali esiste un divieto totale nelle esposizioni per cani
con orecchie/code amputate: in questo caso, essendo le maggiori
autorità le leggi del governo del paese del comitato organizzatore,
non c'è possibilità di esporre, in esposizioni a CACIB, cani
appartenenti a razze abitualmente amputate.
Paesi nei quali esiste un divieto per l'allevamento di cani amputati
insieme con un divieto parziale per le esposizioni di questi
soggetti: in questo caso, cani appartenenti a razze abitualmente
amputate possono essere esposti, purché soddisfino i requisiti
specifici a questo divieto parziale di esporre. Non considerando
quel che lo stantard afferma riguardo sia la coda amputata/non
amputata sia le orecchie amputate/non amputate, nelle esposizioni
CACIB, non ci può essere discriminazione, da parte dei giudici, tra
cani con orecchie amputate/non amputate e tra cani con coda
amputata/non amputata. Spetta agli espositori di queste razze
abitualmente amputate (coda/orecchie) contattare i comitati
organizzatori per essere informati su questi requisiti specifici.
Paesi nei quali non esiste nessun divieto sull'esposizione e
allevamento di cani con coda e orecchie amputate: in questo caso,
cani appartenenti a razze abitualmente amputate (coda/orecchie)
possono essere esposti senza qualsiasi restrizione, sia che siano
amputati o non. Non considerando quel che lo standard afferma sia
per la coda amputata/non amputata sia per le orecchie amputate/non
amputate, nelle esposizioni a CACIB, non ci può essere nessuna
discriminazione, da parte dei giudici, tra cani con orecchie
amputate/non amputate e tra cani con coda amputata/non amputata.
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4)
Precisazioni modalità di giudizio di soggetti con
orecchie e/o code amputate |
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da: http://www.enci.it/news.php (pagina rimossa)
In riferimento a precedente comunicazione, riguardante le
disposizioni emanate dalla Federazione Cinologica Internazionale con
la circolare n° 85/2002, si precisa che i soggetti appartenenti a
razze interessate al divieto di amputazione di orecchie e/o coda
dovranno essere giudicati, sul territorio nazionale, senza
discriminazione e indipendentemente dal fatto che lo standard sia
stato mutato dalla madre patria cui la razza appartiene:
sia da esperti giudici italiani che esteri;
sia nell'ambito di esposizioni internazionali, nazionali e/o raduni
di razza. Il Commissario Straordinario
on. Sergio Berlato |
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5) Considerazioni ...
di Bartolomeo Minauda |
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Basta controllare alcuni dati per innescare
qualche riflessione e, forse, trarre qualche conclusione:
- campionato dell’anno 1996, Abano Terme, soggetti iscritti a
catalogo 606;
- campionato dell’anno 1999, Roma, soggetti iscritti a catalogo 509;
- campionato dell’anno 2000, Marengo (AL), soggetti iscritti a
catalogo 488;
- campionato dell’anno 2005, Lacchiarella (MI), soggetti iscritti a
catalogo 402;
dove vogliamo andare a finire? A cosa è dovuto questo calo? Mi
chiedo se negli ultimi anni la dirigenza del B.C.I. abbia lavorato
bene. Sinceramente mi sembrano lontani i tempi in cui i boxer
italiani, al di là di considerazioni numeriche, dominavano i ring
europei, applauditi anche dai boxeresti tedeschi, che oggi ci
guardano con sospetto o ci ignorano.
Conosciamo più o meno bene le vicende “politiche” che hanno
interessato le razze animando furiose polemiche, offrendo persino
lavoro agli avvocati e determinando la fuoriuscita dall’ATIBox.
Siamo stati testimoni di innovazioni tecniche stampate sui vessilli
dei “miglioratori della razza”, i quali molto spesso neanche
allevano, rimanendo così ai margini delle problematiche reali.
Innovazioni fatte a tutti i costi e imposte alla gente.
Abbiamo visto dimissioni e avvicendamenti di consiglieri del C.D.
Abbiamo inoltre constatato che prestigiosi allevatori italiani hanno
disertato l’ultimo campionato (Tanoni, De Agostini, Paolini,
Marenghi, etc.). forse non è il modo idoneo per esprimere dissenso,
ma non è neanche criticabile.
In Sicilia fino a pochi anni fa si contavano otto gruppi e due
sezioni, per un numero di soci che si avviava verso i 500
(cinquecento). Oggi tre gruppi e tre sezioni sono stati chiusi per
mancanza di soci. E tale mancanza deriva dallo scadimento di
interesse della gente.
Vogliamo continuare così?
Il controllo della razza e una maggiore responsabilità da parte
degli allevatori? Questo è facile, la grande maggioranza di noi lo
sta già facendo.
Ma di quali grandi "innovazioni" abbiamo bisogno?
Abbiamo bisogno della selezione di 1^ e 2^? Dei pedigree rosa,
gialli, verdi? E perchè non ci mettiamo anche la displasia del
gomito, quella del piede, quella dell’attaccatura della coda ...?
Il sarcasmo è spontaneo!
Quanto rimpiango i tempi del Dr. Bosi, quando una Jarhessieger od un
ATIBox erano una festa vera.
Forse sarebbe ora che qualcuno capisse di aver fatto il suo tempo e
si facesse da parte, saper delegare per le materie dove non si è
ferrati sarebbe il modo migliore di agire per la salvaguardia della
razza. Non è la teoria che conta, ma l'applicazione pratica dei
progetti!
È inutile che si cerchino giustificazioni di vario tipo, ormai non
ci crede più nessuno. Bartolomeo Minauda
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Condivido quanto sopra.
Confesso di non conoscere le cifre dei Soci attualmente
iscritti ai vari Club di Razza, ma posso affermare che
serpeggia del malcontento ed una delle prime cose che il
cinofilo "comune mortale" ( ... quale io sono) si sente
di fare è allontanarsi dal fango della mischia e godersi
in separata sede il proprio cane.
Troppi fatti negativi si sono susseguiti negli ultimi
anni in seno ad alcuni Club di Razza, "risse" in cui a
rimetterci sono la razza, gli allevatori ed i cinofili
"comuni mortali", nell'ordine, ... a vantaggio di chi e
per cosa? Voglia di appagare il proprio ego? Apparire? O
quello "effetto poltrona" ormai divenuto così
"oltremodo" di moda?
Ma si, continuiamo in tal senso, allontaniamo i
probabili partecipanti dalle manifestazioni di bellezza
e dalle prove di lavoro, i cinofili appasionati dai Club
(che mi permetto di rammentare dovrebbero essere punto
di aggregazione e non di disgregazione), allontaniamo
gli uomini dai cani ... facciamo i nostri giochi da soli
... sai che soddisfazione!?
Molto e ben di più ci sarebbe da dire ... ma mai come
ora occorrono fatti e non parole.
Bruno |
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6) Ordinanza del Comune
di Roma: regolamento Comunale sulla tutela degli animali |
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E' disponibile in file .pdf l'Ordinanza
in oggetto. Si rammenta la responsabilità civile e penale relativa
all'inosservanza delle normative in vigore. |
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7) Ordinanza 12
Dicembre 2006 del Ministro della Salute |
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E' disponibile in file .pdf l'Ordinanza
12 Dicembre 2006 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13
Gennaio 2007. Tra le altre norme contemplate il divieto di
conchectomia e caudectomia. |
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8) "La coda che uccide
la Razza" di Cesare Bonasegale |
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La coda che uccide la Razza
di Cesare Bonasegale
(da
Ciaopet n. 1/2007)
Il taglio della coda dei cani.
Neonati “precocial” e “altricial”. La percezione del dolore nei
cuccioli.
Motivazioni funzionali del taglio della coda e conseguenze
zootecniche dell’ordinanza che proibisce la caudotomia.
Il cane altro non è che l’espressione della modificazione genetica
del lupo, indotta dall’uomo. Senza l’uomo, il cane non sarebbe mai
esistito.
Il processo creativo del cane, attuato mediante selezione, è vecchio
di millenni ed è l’origine della vastissima differenziazione
morfologica, caratteriale, comportamentale e funzionale della
specie. In altre parole il cane inteso come creatura naturale non
esiste né è mai esistito, è un’astrazione per dar corpo alla quale
dovremmo percorrere a ritroso decine di migliaia d’anni di storia
della specie facendo ricorso ad un continuo processo di
meticciamento (cioè l’opposto della selezione) fino ad eventualmente
ritornare al lupo.
Ed è ovviamente un’utopia.
Le razze, che sono un concetto relativamente recente, di fatto
esistono da tempi immemorabili, cioè da molto prima di essere
ufficialmente codificate e registrate in Libri Genealogici. L’uomo
ha infatti creato cani grandi per la guardia del gregge e cani
piccoli da grembo, cani con cui inseguire e forzare i grandi
ungulati e cani a gambe corte per entrare nelle tane, cani da ferma
e cani velocissimi per catturare in corsa la lepre. Dopo di che le
condizioni ambientali e la fantasia hanno fatto proliferare le
varietà in oltre 400 razze.
Le lunghe orecchie del Basset Hound, le cortissime gambe del
Bassotto, il mantello macchiettato del Dalmata sono il frutto della
selezione operata dall’uomo. E ciò vale anche per il tipo di coda
che ciascuna razza si ritrova.
I meticci per contro non sono l’espressione originaria del cane,
bensì l’occasionale ed incontrollata mescolanza di cani diversi che
di conseguenza manifestano aspetti morfologici e caratteriali
disparati ed impredicibili.
Il cane di razza è il frutto della nostra selezione.
Il meticcio è la conseguenza di nostra colpevole incuria.
E veniamo all’argomento d’attualità: il taglio della coda.
Il Ministero della Salute ha emanato un’ordinanza, pubblicata il 13
gennaio 2007,
che definisce il taglio della coda dei cani un “maltrattamento” che,
come tale, è proibito e perseguibile penalmente.
Ma è vero che è un maltrattamento?
Da un punto di vista della precocità della prole, gli animali si
dividono in “precocial” ovvero quelli i cui neonati godono di un
alto grado di immediata autonomia (vedi cavalli, bovini, pecore,
capre, maiali) e ”altricial”, cioè tardivi che invece hanno bisogno
di una lunga permanenza nella tana. Il cane è fra questi ultimi ed i
suoi cuccioli nascono ciechi, sordi, con scarsa mobilità, del tutto
indifesi, rimanendo così per diversi giorni, durante i quali il loro
sistema nervoso non è ancora completamente sviluppato; in questo
periodo i tempi che intercorrono fra gli impulsi nervosi e le
conseguenti reazioni sono molto lunghi e si normalizzano solo dopo
il 10°/14° giorno, cioè quando i cuccioli aprono gli occhi.
Ciò premesso, il termine per effettuare la caudotomia viene
anticipato a tre o quattro giorni dalla nascita per lasciare ampio
margine di sicurezza alla non percezione del dolore.
Infatti quando tagliamo loro la coda nei primissimi giorni dopo la
nascita, i cuccioli emettono un breve squittio, né più né meno di
quando nella cuccia inavvertitamente la madre li calpesta. Dopo di
che si tranquillizzano e riprendono a poppare come se nulla fosse
successo.
Ma se non c’è dolore, non c’è neppure maltrattamento.
Il problema quindi è come garantire che il taglio della coda sia
effettivamente fatto nei primi tre o quattro giorni di vita e non
più tardi.
A questo proposito, l’unica soluzione che riesco a formulare è che
la caudotomia venga fatta da un veterinario che attesti il rispetto
dei termini temporali mediante un certificato che l’allevatore deve
allegare alla denuncia di nascita ed al quale fare riferimento nel
successivo modulo “B” cosicché il pedigree contenga l’indicazione di
“cane scodato”. Il cane con coda accorciata, ma sul cui certificato
ROI non appare la relativa indicazione, dovrà venire escluso dal
Libro Genealogico.
Ci sono razze che da sempre sono state scodate (vedansi per esempio
i Bracchi italiani che già così sono effigiati negli affreschi di
Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena che risalgono al
1338). Ebbene, è importante notare che le code dei cani di queste
razze, se lasciate integre, sono invariabilmente molto grosse,
lunghe ed ingombranti. Oltre a ciò ci sono casi in cui già a tre
giorni di vita, nelle code si evidenziano deformazioni delle
vertebre (code uncinate o con palesi deviazioni). E tutto ciò
avviene proprio perché in tali razze le code non sono mai state
oggetto di selezione … in quanto venivano sistematicamente tagliate.
Oltre a ciò, da un punto di vista comportamentale, i cani di queste
razze dimenano vistosamente la coda (generalmente molto più
vivacemente ri-spetto ai cani appartenenti a razze alle quali la
coda non viene tagliata) cosicché, se le loro code fossero lasciate
integre, le sbatterebbero violentemente contro piante e strutture,
provocandosi ferite ed ulcerazioni dolorose.
Il maltrattamento quindi consiste proprio nel non tagliare le loro
code, cioè l’esatto opposto di quel che l’ordinanza ministeriale si
propone.
Qualcuno potrà chiedersi come facciamo a sapere con tanta certezza
che le code lasciate integre, per esempio dei Bracchi italiani, sono
grosse e lunghe se nessuno le ha mai viste perché son sempre state
tagliate. A questo proposito, basta andare a vedere le code dei
Bracchi italiani, degli Spinoni, dei Kurzhaar e degli Epagneul
Breton in quei Paesi in cui il taglio della coda da qualche anno è
stato proibito. In quei Paesi, fra l’altro, l’uso di queste razze
come cani da caccia è praticamente scomparso, proprio per
l’interferenza della coda troppo invadente durante l’esercizio
venatorio. Pensate infatti come si concerebbero quelle enormi codone
dimenate con forza nel sottobosco fitto di rovi e spine. E pensate
che dolore provocherebbero al cane.
Ma c’è di più.
Molti anni fa, quando ero ragazzo, era frequente fare l’incrocio tra
Bracco italiano e Pointer (per ot-tenere i ben noti Bracpoenter) ai
quali a volte non veniva tagliata la coda; ebbene quei meticci
avevano tutti delle enormi code che dovevano necessariamente essere
amputate in età adulta per le vistose ferite ulcerate che si
producevano nell’esercizio della caccia. Si noti infatti che la coda
grossa e lunga è l’espressione di un fattore poligenico a carattere
dominante che quindi viene trasmesso alla progenie. Ed è
un’annotazione importante perché significa che per selezionare code
più corte e più leggere bisogna per forza fare ricorso al
meticciamento, con successivi incroci di seconda generazione.
Non a caso, citando come esempio una volta ancora il Bracco
italiano, lo standard morfologico della razza prevede che il
troncone di coda sia grosso e di forma conica. Il mozzicone di coda
sottile e cilindrico è invece penalizzato come residuo di precedenti
inconfessati incroci con il Pointer.
Come dire che per modificare la coda del Bracco italiano bisogna
inquinare la razza.
A titolo di curiosità, è noto che c’è chi sta tentando di isolare il
gene dell’anurismo (cioè l’assenza della coda fin dalla nascita) che
si verifica con una certa frequenza in alcune famiglie di certe
razze (per esempio nell’Epagneul Breton e nel Welsh Corgi). Quindi
in futuro una manipolazione genetica potrebbe forse far nascere cani
senza coda oppure con un troncone di coda, ma senza alcun controllo
circa la lunghezza del troncone. (n.d.Bruno: 8.1)
Mi pare però che la manipolazione genetica sia molto peggio della
caudotomia!
Abbiamo già accennato alle motivazioni di ordine funzionale del
taglio della coda per i cani da ferma. Qualcuno potrebbe chiedersi
come mai la caudotomia non viene praticata per Pointer e Setter
inglesi, essi pure notoriamente cani da ferma.
La risposta è che Bracchi italiani e Spinoni, cioè i progenitori
delle razze da ferma, sono stati creati molto prima dell’avvento
delle armi da fuoco per la caccia notturna e come “cani da rete” per
svolgere la loro funzione nel nostro ambiente caratterizzato da
spazi ristretti e coperti da fitta vegetazione.
Setter e Pointer invece sono stati creati molti secoli più tardi per
cacciare su terreni aperti in cui una accentuata velocità nella
cerca è funzionale. Setter e Pointer rispondono quindi a criteri
selettivi diversi che prevedono fra l’altro una coda integra
relativamente corta, sottile, che durante la veloce cerca al galoppo
rimane immobile e che quindi è molto meno soggetta a ferite e ad
ulcerazioni dovute all’azione di caccia.
Nel generale quadro funzionale del taglio della coda, va inoltre
considerata anche l’influenza sull’andatura, ovvero uno degli
aspetti più eloquenti della tipicità di razza, soprattutto per i
cani trottatori che ritmano il trotto scodinzolando con la stessa
cadenza delle sgambate, cosa che sarebbe letteralmente impossibile
se dovessero muovere una coda troppo lunga ad un ritmo veloce.
D’altro canto il movimento di coda al trotto è non solo coerente con
l’armonia dell’andatura, ma è sintomo della serenità con cui il cane
svolge la cerca. Il cane che trotta con coda ferma, infatti, denota
una tensione esasperata che sfocia in manifestazioni di sospetto
contestualmente evidenziate dal modo con cui il cane esercita le sue
facoltà olfattive.
Se la coda è lunga, perché integra, tutte queste manifestazioni di
tipicità vengono meno, proprio perché il cane non ha altra
alternativa che trottare tenendo la coda ferma.
Il taglio della coda assolve però anche funzioni di carattere
estetico, la cui importanza è fondamentale, perché l’immagine di un
cane ed il suo aspetto sono inscindibili ed hanno un peso
determinante nei motivi di scelta da parte del pubblico. Non a caso
nei Paesi in cui è intervenuta la proibizione del taglio della coda,
alcune razze hanno subìto un crollo dell’80% delle richieste. Ciò si
è verificato soprattutto per le razze per le quali la proibizione
del taglio della coda si è sommata alla proibizione del taglio delle
orecchie proprio perché la modifica dell’aspetto dovuto alle due
variazioni ha letteralmente sconvolto l’aspetto e l’immagine della
razza. Un Dobermann con orecchie e coda integre è irriconoscibile ed
assume un aspetto totalmente diverso da quello presente
nell’immaginario dei cinofili. E la coda lunga e grossa di un
Dobermann deturpa il suo aspetto molto più che le orecchie non
tagliate.
Altrettanto dicasi per i Boxer.
Visto quindi che il taglio delle orecchie è indifendibile, lasciamo
che almeno venga tagliata la coda, ovvero, l’intervento per il
quale, come già detto, il maltrattamento non sussiste (se
l’amputazione avviene nei primissimi giorni di vita).
D’altra parte, cosa è più immorale: continuare a tagliare le code o
far scomparire circa la metà del patrimonio zootecnico nazionale?
Perché se le informazioni che mi hanno fornito sono corrette, circa
il 40% dei cani puri nati in Italia appartiene a razze che vengono
fatte oggetto di caudotomia.
Le raccomandazioni della Commissione di Bioetica, che hanno ispirato
l’ordinanza ministeriale, non possono prescindere dal buonsenso.
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Note di Bruno:
8.1) il Boxer-Corgi è una pericolosa realtà di
cui diedi notizia in una vecchia versione di questo sito web.
Aggiungo che (nel 2003, se non ricordo male) ho potuto vedere
in occasione di una manifestazione Internazionale nelle vicinanze di
Barcellona (E), un esemplare di Boxer-Corgi regolarmente
inscritto e giudicato.
Concludo la nota sostenendo che dopo 112 anni di selezione della
Razza, la stessa non è stata ancora ripulita dai caratteri genetici
indesiderati ereditati dal Bull Dog (... compresa la coda!). Per il
bene della Razza Boxer, ora meno che mai, occorrono altri fattori
genetici "esterni" atti a modificare la "naturale" lunghezza della
coda quando si potrebbe intervenire con estrema semplicità, così
come negli ultimi 112 anni!!! |
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9) Le azioni intraprese
dall'E.N.C.I. in ordine all'Ordinanza "Turco" |
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Di seguito i links alle pagine dell'E.N.C.I.
relative alle azioni intraprese in ordine all'Ordinanza "Turco":
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10) Lutto nel mondo
Boxeristico |
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19
Febbraio 2007 - Grave lutto
nel mondo Boxeristico
Michele Gallitiello, un giovane
appassionato Boxerista che il
destino ha fermato per sempre, insieme ai suoi
Boxer, sulla strada del ritorno dall'esposizione
cinofila di Padova.
I Boxeristi partecipano al dolore dei familiari.
Ciao Michele!
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11) Comunicato
E.N.C.I. in ordine al ricorso avverso l'Ordinanza
"Turco" (02.04.2007) |
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Di seguito il link alla pagina dell'E.N.C.I.
relativa al ricorso avverso l'Ordinanza "Turco":
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12) Gazzetta Ufficiale
n. 104 del 07.05.2007: parziale modifica dell'Ordinanza
"Turco" |
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Sul sito dell'E.N.C.I. è apparsa la seguente
Gazzetta Ufficiale (disponibile in file .pdf) con la quale è
stata pubblicata l'Ordinanza del 28 Marzo 2007 di parziale modifica
dell'Ordinanza "Turco", in ordine al solo taglio della coda. |
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13) In Italia un caso
di rabbia nel cane. |
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Il giorno 18 giugno 2009 è morto in un
ambulatorio veterinario di Artegna (UD) un cane di proprietà
residente nel comune di Osoppo (UD).
Il cane, che nelle 24 ore precedenti aveva presentato sintomatologia
fortemente algica ad un orecchio, è morto improvvisamente dopo aver
manifestato una aggressività anomala. L'esemplare non aveva
morsicato ed era stato vaccinato contro la rabbia il 29 maggio 2009
durante la campagna di vaccinazione obbligatoria del Comune di
Osoppo. Gli esami di laboratorio eseguiti presso l’I.Z.S.Ve. hanno
confermato la positività per rabbia. Dall'anamnesi risulta che il
cane, un bassotto che viveva in casa, usciva ogni tanto con il
proprietario che comunque asserisce di averlo sempre avuto sotto
controllo visivo e di non essersi mai accorto di un qualsiasi
contatto con animali selvatici. La casa è recintata accuratamente e
non permette l'ingresso di animali. Si può supporre che ci sia stato
un contatto attraverso la rete di recinzione. A detta del
proprietario non ci sono state morsicature a persone. Con lo stesso
animale vivevano anche altri due cani bassotto: una femmina
regolarmente vaccinata nella stessa data ed un cucciolo dell'età di
due mesi e mezzo.
Purtoppo, recentemente la rabbia è ricomparsa pesantemente in
caprioli, volpi, tassi e cani in Friuli. Nell’ottobre 2008 un
anziano uomo di Gniva di Resia (Udine) è stato morso da una volpe
rabida e un’altra volpe, trovata morta a distanza di 12 km dalla
prima, è risultata anch'essa colpita. Nel febbraio 2009 i casi
accertati di animali rabidi salgono a 12, come dichiara l’Istituto
zooprofilattico sperimentale delle Venezie, centro di referenza
nazionale della malattia. |
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